INVENZIONI DA UN FUTURO PASSATO vol. 2

INVENZIONI DA UN FUTURO PASSATO - vol. 2

Lo sviluppo progressivo dell’uomo è vitalmente dipendente dall’invenzione.

Nikola Tesla

Iniziando con questa citazione di uno dei più sottovalutati inventori della storia, infatti solo recentemente negli ultimi anni gli stiamo riconoscendo i giusti meriti, basti pensare alla corrente alternata AC, invenzione figlia del buon Nikola. Continuiamo il nostro viaggio attraverso le pagine di vecchie riviste di divulgazione scientifica, alla ricerca di invenzioni di un futuro ormai passato.

Il numero di Giugno del 1949 di Scienza e Vita

Nelle pagine di questo numero troviamo diverse invenzioni, molte delle quali legate alla crescente disponibilità di energia elettrica nel nostro Paese. Nel dettaglio a pagina 287 troviamo un articolo, dove inizialmente si fa il punto sulla situazione della rete elettrica nazionale italiana.

Al tempo, cioè finita la Seconda Guerra mondiale, la necessità di aumentare la disponibilità di energia elettrica sia per gli utenti privati, sia per le industrie, era considerato un passo fondamentale verso il futuro. Difatti in quei anni, per alcuni giorni della settimana nel nostro Paese, l’energia elettrica non era disponibile. Leggendo l’occhiello nell’immagine 1 che recita: “Perché nel 1952 siano aboliti i turni della luce“, possiamo capire l’importanza della questione.


Ovviamente al tempo la disponibilità di energia elettrica era considerata come fedele indice di progresso e ricchezza dei vari Paesi. Continuando a leggere si capisce come l’energia atomica era vista come la strada migliore per il futuro. Poi sappiamo tutti come è andata a finire: dopo l’incidente di Chernobyl del 1985 la società civile ha preso coscienza di come ci siano molti pericoli collaterali legati allo sfruttamento delle centrali nucleari. Non ultimo, la reale scarsa conoscenza di come funziona l’universo che regola le particelle sub-atomiche.

Le invenzioni pratiche

Proseguendo troviamo la rubrica Invenzioni pratiche, quella che più ci interessa. Andando in ordine troviamo Una macchina scrive da sé, progenitore probabilmente degli odierni assistenti vocali.

Troviamo poi il macchinario dotato di varie spazzole intercambiabili, utile per pulire una vasta gamma di oggetti, dalle stoviglie fino alle scarpe. La polvere risucchiata va a finire in un sacco, personalmente mi ricorda molto un aspirapolvere.

Poi è la volta del braccio universale per grammofoni, il quale è in grado di poter “leggere” tutti e tre i tipi di dischi presenti all’epoca. Davvero una buona idea, peccato che di lì a poco il grammofono sarebbe scomparso.

Infondo alla prima pagina troviamo uno sbarramento elettrico per pesci, ovvero un oggetto che collocato in acqua tramite scariche elettriche allontana i pesci. Sinceramente non saprei se ha avuto successo oppure no.

Nella seconda pagina partendo dall’alto troviamo per primo l’archetto quadruplo per un solo violino. Nell’intento dovrebbe permettere a chi lo suona di permettere passaggi più espressivi nel cambio di note, ma come anche riconosce l’articolo la poca manovrabilità dell’archetto stesso lo rende macchinoso e poco utile.

Proseguendo troviamo il volta pagine per paralitici, questa sì un’invenzione pratica che credo tutt’oggi possa avere un’applicazione reale.

Penultima invenzione è il serbatoio indistruttibile pensato per l’aviazione, non sono un esperto ma credo di poter affermare che quest’invenzione abbia avuto successo.

Ultimo della rubrica è il treno a due piani, ideato dalle ferrovie inglesi. Che dire, visto che tutt’oggi anche qui in Italia esistono treni del genere penso proprio che come invenzione sia stata azzeccata.


Cliccando qui potrete consultare l’intera rivista.

Dandovi appuntamento al prossimo articolo delle Invenzioni da un futuro passato vi lascio il link al primo volume di questa rubrica.

Invenzioni da un futuro passato – vol. 1

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