E se Gesù non fosse bianco, biondo e con gli occhi azzurri?

E se Gesù non fosse bianco, biondo e con gli occhi azzurri?

Avete presente la classica raffigurazione di Gesù di Nazareth che trovate in tutte le iconografie, nelle case dei nonni, in quelle dei vostri genitori o in qualche santino? Quella dove c’è quel tizio alto, di bell’aspetto, con i capelli lunghi e lisci, biondi o castani (dipende dalla raffigurazione), con gli occhi azzurri o verdi (stesso discorso). Insomma un vero e proprio palestinese!

Bene, questa (mi riferisco alla questione dell’aspetto) rappresenta la più grande paraculata di tutti i tempi, per non parlare dell’ipocrisia di chi scambia quello che potrebbe sembrare un testimonial dell’IKEA per il messia dell’anno zero.

Qualsiasi genetista con laurea acquistata su Postalmarket vi confermerebbe che i palestinesi erano bianchi, biondi e con gli occhi azzurri, giusto?

Andiamo al dunque: ad un certo punto arriva uno studio che rovina le vostre fantasie. Quello sulla destra è come ve lo siete sempre immaginato, quello sulla sinistra è come era sul serio il personaggio storico esistito duemila anni fa.

Come sarebbe a dire? Già li vedo tutti quei militanti di estrema destra iper cattolici, come l’ex ministro della famiglia Fontana, con la versione ariana di Gesù tatuata sulla schiena, scoprire che in realtà dovrebbero tatuarsi la faccia di un tizio che probabilmente odierebbero a prescindere per una mera questione razziale.

Il personaggio che vi rompe le uova nel paniere si chiama Richard Neave, un artista medico in pensione presso l’Università di Manchester in Inghilterra, che ha utilizzato l’antropologia forense (che viene solitamente utilizzata per risolvere i crimini, quindi è super testata) per scoprire quale sarebbe stato il vero volto di Jesus.

Lo scienziato fece un lungo studio delle fonti, utilizzò altri ritrovamenti della stessa epoca con le stesse origini, confrontò descrizioni, dipinti, scheletri, teschi, ecc. insomma fece un lavorone che nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare prima.

Ovviamente c’è da aggiungere che, non avendo resti di uno scheletro o DNA del vero Gesù, non possiamo essere certi al 100% che le sembianze fossero tali e quali a quelle raffigurate, ma sicuramente questo è molto più vicino alla realtà rispetto al lavoro di molti grandi pittori e scultori di altre epoche.

Se volete approfondire leggete qui.

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