Sette pianeti per una stella

Trappist-1: il sistema planetario composto da sette pianeti per una stella più piccola del nostro Sole ma più vecchia

Distante 39,5 anni luce dal sistema solare, Trappist-1 è una stella, come il nostro Sole, ma più piccola. Classificabile come una nana rossa ultra fredda, ha circa l’8% della massa della nostra stella ed è osservabile nella costellazione dell’acquario. La particolarità di questa piccola e lontana stella, il cui nome evoca una particolare e ottima birra, sta nel fatto che stringe nel suo abbraccio gravitazionale sette pianeti. Sette pianeti rocciosi per una piccola stella, che si stima esista all’incirca da 7-9 miliardi di anni.

Il nostro Sole si stima abbia circa 4,57 miliardi di anni, quindi TRAPPIST-1 è più “vecchia”

La scoperta

La stella venne osservata per la prima volta nel 1999 da John Gizis dell’Università del Delaware, successivamente nel 2015 un gruppo di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell’Institut d’Astrophysique et de Géophysique presso l’Università di Liegi in Belgio, ha scoperto con il telescopio TRAPPIST dell’Osservatorio di La Silla, nel deserto di Atacama in Cile, tre esopianeti utilizzando il metodo fotometrico dei transiti.

Il 22 febbraio 2017 la NASA ha annunciato di aver scoperto altri 4 esopianeti attorno alla stella grazie al telescopio spaziale infrarosso Spitzer, portando a 7 il numero totale dei pianeti del sistema.

I pianeti Trappist

Uno studio più approfondito dei sette pianeti suggerì che alcuni potessero ospitare molta più acqua degli oceani della Terra. Sotto forma di vapore acqueo atmosferico, per i pianeti più vicini alla stella, acqua liquida per gli altri e ghiaccio per quelli più lontani. La particolare composizione di questo sistema planetario, ha attirato l’attenzione degli scienziati, a tal punto che oggi possiamo affermare che TRAPPIST-1 sia il sistema planetario più conosciuto. A parte il nostro.

Per approfondire l’argomento esopianeti [link qui].

Il sito della ufficiale della NASA dedicato alla ricerca di pianeti abitabili [link qui] in inglese.

Mappa 3D interattiva del sistema TAPPIST [link qui].

Fonte: Wikipedia e NASA EXOPLANET EXPLORATION

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