Storia di una scoperta accidentale

Storia di una scoperta accidentale

Che si tratti di biscotti al cioccolato, pacemaker o penicillina, scoperte e invenzioni accidentali hanno cambiato il mondo per come lo conosciamo. La scoperta casuale di un nuovo colore, il malva, a metà del 1800 ha dato impulso a un certo numero di nuove industrie. Tutto grazie a un chimico inglese di nome William Henry Perkin. Ecco la storia di una scoperta accidentale.

Una cura per la malaria

Nel 1856, Perkin fece la scoperta del primo colorante sintetico al mondo, mentre tentava di sintetizzare il chinino. Un composto noto per essere la cura più efficace contro la malaria, ancora oggi. Nel 1600, poteva essere trovato solo negli alberi di china indigeni del Sud America, ma negli oltre 200 anni precedenti ai test di laboratorio di Perkin, la fornitura di corteccia d’albero diminuiva significativamente. Il prezzo per il trasporto in Europa era molto alto. Gran Bretagna e India hanno pagato un totale di £ 132,000 [corrispondenti a circa 19 milioni di euro odierni] per acquisire la cura salvavita.

La pianta di chinino

I chimici francesi, Joseph Pelletier e Joseph Caventou furono in grado di isolare il composto di chinino dalla corteccia dell’albero, permettendo a Perkin di iniziare a mescolare varie sostanze chimiche per replicarlo. Il risultato finale di una di quelle miscele, lo lasciò con una tonalità ipnotizzante di viola, che avrebbe poi usato come colorante chiamato anilina.

Malva: il colore dell’aristocrazia

Perkin interruppe la sua ricerca volta a creare il chinino sintetico e decise di mostrare questa nuova tonalità agli sviluppatori di coloranti, per capire esattamente cosa aveva tra le mani. Il risultato? Perkin fece bingo con questa nuova qualità di colorante, dando il via ad una nuova industria.

Nell’industria della tintura, raccogliere materiali per ottenere determinati colori era molto costoso, specialmente quando si cercavano sfumature di viola. Migliaia di lumache mediterranee dovevano essere raccolte, e i loro gusci prosciugati, per acquisire abbastanza sostanza per fare una singola veste.

“Quindi è stato un processo molto costoso, dispendioso in termini di tempo e laborioso, ed è così che il viola è stato associato alla regalità perché il viola era così raro”, ha detto Regina Blaszczyk, professoresa di storia all’Università di Leeds.

Perkin & Sons

Dopo che il padre di Perkin ha investito una grande somma di denaro nella visione del figlio: creare l’azienda Perkin & Sons, per vendere il malva al mondo. Gran parte del primo successo dell’azienda risale a due momenti significativi nella storia dei reali europei. Nel 1857, l’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, sarebbe stata vista indossare abiti malva e un anno dopo, la regina Vittoria britannica indossò un abito malva al matrimonio di sua figlia.

Il colore decollò agli occhi degli individui che seguivano da vicino le famiglie reali.

Tuttavia, l’attività di Perkin non poteva semplicemente continuare a prosperare solo grazie alla malva, così iniziò a creare nuovi colori vivaci e audaci. Altre tonalità che vengono fuori dal suo becher erano ricchi rossi sintetici, neri e persino un “Perkin’s Green”.

Nel 1906, in occasione del 50° anniversario della scoperta accidentale, Perkin fu nominato cavaliere da Re Edoardo.

M0014185 Coal Tar Colour Works at Greenford in 1858 & 1873. Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images images@wellcome.ac.uk http://wellcomeimages.org Coal Tar Colour Works at Greenford in 1858 & 1873. Plant belonging to W. H. Perkin and his brother, T. D. Perkin. 19th Century Journal of the Society of Arts Published: 1877-1879 Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0

Gli anni dopo il ritiro dall’industria

Nel 1873, Perkin aveva esaurito il suo interesse per la produzione di coloranti e finì per vendere l’attività. A quanto pare, si stancò delle infinite cause legali sulla proprietà intellettuale e incassò l’equivalente degli odierni 9 milioni di euro circa. Dopo la cessione delle sua attività, la reputazione di Perkin subì dei duri colpi. Le segnalazioni di eruzioni cutanee provenienti da indumenti che contenevano malva aumentarono significamente, inoltre le comunità dove sorgevano le fabbriche Perkin si ammalarono presumibilmente a causa dell’inquinamento prodotto dalle industrie Perkin&Son.

Infatti nel tempo, gli scienziati hanno collegato l’esposizione estesa a sostanze chimiche come l’anilina a malattie come il cancro alla vescica.

Prima che ciò fosse noto, tuttavia, i coloranti di Perkin erano stati adoperati in molti dei nostri prodotti di uso quotidiano, aggiungendo colore a cibi come salsiccia, prodotti da forno e marmellata.

Forse uno degli usi più efficaci per l’anilina è in medicina. La sostanza chimica ha aiutato gli scienziati a identificare gli agenti patogeni che causano colera e tubercolosi. Ha persino sviluppato il concetto di chemioterapia, inizialmente progettato per trattare la sifilide, che alla fine sarebbe diventata la base per i trattamenti antitumorali.

Continua ad essere celebrato oggi nel premio che porta il suo nome chiamato SCI Perkin Medal dalla American Society of Chemical Industry. L’onore è insignito alle persone che hanno svolto un lavoro eccezionale in chimica applicata negli Stati Uniti.

Curiosità

Google ha dedicato a Sir William Henry Perkin il doodle che vedete qui sotto, in occasione del 180° anniversario della sua nascita.

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