I miei fumetti preferiti | parte 1

I miei fumetti preferiti | parte 1

Il professor Martin Mystère: l’uomo del futuro

Oggi voglio parlare di un fumetto che mi ha colpito e che apprezzo molto: Martin Mystère, spesso definito di nicchia, per così dire, è sicuramente uno dei miei fumetti preferiti. Un personaggio che resiste al passare degli anni e ha una storia editoriale lunga quasi quattro decadi, iniziata nell’aprile del 1982. Tutt’oggi continua con gran successo a raccontare le avventure del professor Martin Mystère.

La storia editoriale

Nasce dalla mente di Alfredo Castelli e realizzato graficamente da Giancarlo Alessandrini, venne presentato come un progetto di fanta-archeologia dall’autore ed editore Sergio Bonelli. Inizialmente doveva essere un personaggio alla Flash Gordon, poi si è evoluto in qualcosa di completamente nuovo. A dire il vero i primi numeri non riscossero un gran successo, la serie doveva chiudere al n. 20 ma poi è andata avanti e le vendite sono aumentate.

E’ sicuramente il personaggio più umano della Bonelli, infatti non ha una divisa che lo rende iconico ma indossa abiti civili. Le cose più “strane” del personaggio, per così dire, sono il suo assistente, un autentico uomo di Neanderthal, e un’arma fantascientifica di 10.000 anni fa (Murchadna). L’arma paralizza chi viene investito dai suoi raggi. Per il resto è un comune professore come tanti, anche se dalla sua ha una grande cultura, con una fidanzata, Diana Lombard, la quale poi ne diverrà la moglie.

Uno dei fumetti preferiti di molti appassionati

Nonostante lo abbia scoperto più di 30 anni fa lo considero tutt’ora innovativo. Difatti nelle sue avventure ha a che fare molto spesso con un nemico ricorrente, un’organizzazione segreta: gli uomini in nero. Quest’organizzazione ha lo scopo di nascondere la storia segreta del mondo, le civiltà di Atlantide e Mu.

Mi venne da sorridere, quando nel 1997 uscì Man in black, perché li avevo già visti anni prima sulle pagine di Martin Mystère. Durante un’avventura al MIT gli presentano una fotocopiatrice tridimensionale, questo nel 1987, che divenne parte integrante della storia. Oggi tale tecnologia è rappresentata dalle stampanti 3D: possiamo affermare che per chi aveva letto qull’aventura ha avuto uno “spoiler” del futuro (e l’autore della serie l’ha inventata di sana pianta). Oppure quando, in una storia del 1985, ritroviamo un televisore alchemico ultra piatto che funzionava per magia. Vedere Martin, Diana  e Java che lo analizzavano era come vedere delle persone di oggi davanti ad un tablet. Nel corso degli anni il protagonista diventa sempre meno avventuriero e più professore, negli anni 90, anticipando a mio parere il personaggio di Dan Brown, il professor Langdon.

Soprattutto ne il Codice Da Vinci, ho avuto l’impressione di rivivere dei deja-vu mysteriani (non a caso scritto con y).

Vi racconto una mia esperienza personale

Visitando la sede della Bonelli ho avuto l’onore di conoscere il simpatico autore Castelli, il quale nell’animo somiglia alla sua creatura. Vi racconto un aneddoto che ricordo molto volentieri: fui sorpreso quando nel suo studio ho visto dei giornali a fumetti americani del 1919, poggiati con nonchalance sulla scrivania, perciò gli chiesi: “Ma sono fumetti di 100 anni fa?” e lui: “Sì, li uso come ispirazione!”.

Esattamente come Mystère, che a casa sua puoi trovare qualsiasi cosa.


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