I miei fumetti preferiti | Thor: Vikings

I miei fumetti preferiti | Thor: Vikings

Per la serie I miei fumetti preferiti oggi il nostro esperto di fumetti scrive a proposito di Thor: Vinkings

Provate a immaginare se in una metropoli moderna del XXI secolo approdassero dei vichinghi zombieficati, senza alcuna regola morale o principi democratici. E iniziassero a depredare e a uccidere come se non ci fosse un domani. E’ così che hanno immaginato l’ambientazione di Thor: Vikings Garth Ennis (per i testi) e  Glenn Fabry (i disegni).

Storia editoriale

Pubblicato per la prima volta nel 2004 per la collana 100% Marvel Max, la quale pubblica storie più adatte ad un pubblico adulto sempre per la casa delle idee. Troviamo un Thor in seria difficoltà nell’affrontare una minaccia zombie, con dei disegni drammatici e altamente disturbanti.

La trama

Partiamo dall’inizio: i vichinghi sono vittime di una maledizione da parte di un aspirante e poco accorto druido, il quale lancia un anatema contro i suddetti barbari. Rei, questi ultimi, di aver depredato il suo villaggio. Così essi vagheranno per 1000 anni e non troveranno mai la pace nella morte, il problema è che alla fine sbarcheranno nel nuovo mondo nella New York Marveliana. Questa diventerà il teatro di una barbarie degna del XI secolo da cui provengono, oltre al fatto di essere immortali, indistruttibili ed è impossibile isolarli. Thor, i Vendicatori e l’esercito americano non riescono ad arginare l’orrore. Ma per fortuna la luce in fondo al tunnel la porta il Dr Strange [non vi spoilero come, ma posso scrivere che lo farà a suon di battute e sarcasmo, come nella vignetta in qui sotto].

La Marvel non è gravosa come la DC comics e tende a sdrammatizzare la situazione, anche se l’ambientazione e il contesto della storia in generale rimane disturbante e altamente splatter. Da leggere, anche solo per vedere un Thor fuori dai canoni classici.

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