I miei racconti preferiti | Batman: Un uomo innocente

I miei racconti preferiti | Batman: Un uomo innocente

Chi ha detto o scritto che i racconti brevi a fumetti non lasciano il segno? Per ricredersi gli basterebbe recuperare questa storia del giustiziere di Gotham dal titolo “Un uomo innocente” scritto e disegnato da Brain Bolland. Un racconto che nella versione italiana troviamo in appendice ad un grande capolavoro come “The Killing Joke” su testi di Alan Moore del quale si è tanto recensito e parlato. Una storia che come una pioggia acida scioglie il mondo di Batman.

The Killing Joke

La trama di questo albo racconta di come il piano dello psicopatico clown di Gotham City sconvolga la vita dell’ispettore Gordon e figlia, della chiusura con la barzelletta del Joker, la risata isterica con il suo nemico, il cavaliere oscuro, ma poi in appendice (almeno nell’edizione pianeta de Agostini) trovi una storia breve ma sconvolgente e di rottura come “Un uomo innocente”. Introdotta dallo stesso Bolland come una sua prova di autore completo, dopo aver collaborato con Alan Moore ci introduce un personaggio “normale”. Si tratta di un adolescente qualsiasi, studioso, occhialuto, il cui sogno è uccidere Batman.

La trama

Lo studente vuole uccidere il cavaliere oscuro non perché lo odi ma solo per entrare nel mito. Infatti paragona il suo gesto a quello del famoso omicida di John Lennon. Vuole far finire un’epoca. Non ci saranno frasi ad effetto, inseguimenti in ambienti fantastici come nelle classiche avventure ma solo il cattivo che dialoga con Batman. Poi, solo un sordo colpo di pistola, una scheggia impazzita che pone fine ad un uomo comune, il quale non può prevedere tutto e non può controllare il male che emerge dalla comune normalità di uno dei tanti multiversi DC.

Qui il mondo dei supereroi cambia, basti pensare alle versioni realistiche dei Joker moderni interpretati da Heath Ledger, nel quale il criminale si nasconde nella polizia di Gotham con le cicatrici in pieno volto o quello di Joaquin Phoenix, nel quale è un emarginato che vive nell’anonimato della vita reale che è molto più sconvolgente della fantasia.

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