Primavera decima musa: Da Vivaldi a Jovanotti e tanti altri

Primavera decima musa: Da Vivaldi a Jovanotti e tanti altri

Primavera. Enunciamo questa parola e la maggioranza dell’immaginazione collettiva va ai fiorellini che sbocciano.

Ma cosa si cela dietro a questa stagione così particolare?
Innanzitutto (cerchiamo di non annoiarci), pensando già al nome stesso “Primavera” dal latino “primus” cioè “primo, anteriore, davanti ecc.” e dalla radice della parola “vas” (ancora presente in qualche dizionario antico eurasiatico) cioè “ardere, splendere”. Il risultato? E’ Primavera!

Stagione magica da sempre fonte di ispirazione di moltissimi artisti storici e modernissimi. Già nel 1730, anno di uscita dell’ormai inconfondibile e famosissima Primavera di Vivaldi, che già all’epoca grazie ai violini, archi e clavicembalo volle rappresentare l’idea del “canto degli uccellini” quindi un allegro. Rivolgendoci ai giorni nostri da poco Jovanotti ha pubblicato il suo brano intitolato proprio La primavera, descritta non come stagione ma come il sentimento di rifioritura interiore. Infatti una delle frasi più belle e significative del brano è: “se potessi fare quello che fa aprile con i giorni freddi, ti farei volare come un aeroplano sopra i continenti”.

Vivaldi

Con lo stesso amore ma miscelato da incantevole tristezza Ermal Meta canta il brano 9 primavere, canzone autobiografica di una storia d’amore intensa di nove anni. Dall’incantevole ritmo che riesce ad essere melanconico, romantico ma anche molto melodicamente moderno quando la sua voce canta “4 case, 3 traslochi, 3400 giorni in due” un po’ di numeri compreso il 9 di una storia d’amore finita con estremo rispetto e ancora con tantissimo amore.

Per Loretta Goggi la primavera è maledetta ed è il suo brano più famoso, che narra di una donna pentita dopo aver ceduto ad un momento di passione e rimasta tormentata dai suoi sentimenti. Intere generazioni sia di adulti che di giovani sanno cantare: “che fretta c’era maledetta primavera!”.

Leggermente “maledetta” anche per Tiziano Ferro che nel suo brano Primavera non è più canta della precarietà delle relazioni, nel ritornello le seguenti parole:
“Le storie sono come le finestre a primavera, si apron facilmente e sempre troppo volentieri, ascoltando il profumo di un estate che si spera, arriverà ma non arriva (…) ma poi cade la neve e primavera non è più!.

Altri esempi sono molteplici e possono svariare tra ieri e oggi. Il capolavoro di ieri di Battisti Fiori rosa, fiori di pesco e la più moderna Fiori di Povia, brani che ci riportano inevitabilmente con il pensiero alla primavera.

Un altro esempio si può fare grazie all’artista Davide Toffolo cantante solista della band Tre allegri ragazzi morti, artista che ha partecipato al festival di Sanremo 2021 da solista con il brano Bianca luce nera, in collaborazione con la band Extraliscio. Collegandoci alla primavera nel suo brano Il mondo prima possiamo estrarre la bellissima frase di apertura del brano: “era bello vedere che il verde ritorna e che si svegliano i ghiri, era bello sapere che dopo l’inverno la voglia ritorna anche a te (…) era bello vedere i capelli bruciare e cambiare colore, era bello vederti nuotare andare in fondo per poi risalire (…) il mondo prima che arrivassi te“. Siccome “se si va in fondo si può sempre risalire” il concetto di “fioritura interiore” è un sempreverde e si può amare sia con i fiori che sbocciano sia con la neve, come dice Michele Bravi: “fioriamo adesso prima del tempo anche se è inverno!” (dal brano Inverno dei Fiori).

Amare in tutte e quattro le stagioni e, chissà, almeno con il cuore sognare l’utopia di un mondo senza covid e distanziamenti sociali, dove ci si vuol bene. Citando ancora il brano di Davide Toffolo Il mondo prima “Il mondo prima che arrivassi te, il mondo prima che arrivassi te” oh Covid. Era il mondo dove qualcosa di naturale e scontato come “il verde che ritorna e il risveglio dei ghiri” non era messo in discussione, ora invece è tutto un po’ in stand-by futuro, salute, carriera, ecc. E ora a tratti fa tanta paura perché sembra che la nostra vita scorra senza di noi, come nel video No Satisfaction di Ermal Meta dove in una delle scene rientra in casa e vede sé stesso ma non si riconosce allo specchio. Ma come dice Piero Pelù “tu sei benvenuto al mondo, è come una giostra la mente, tu sei il re di tutto e di niente, GIGANTE! Tu sei molto di più di quello che vedi, di quello che credi!”.
O come canta Gianni Morandi “Stai andando forte! Apri tutte le porte! Gioca tutte le carte!”.

Se le muse nel patrimonio culturale greco in epica, filosofia e non solo sono nove, con tutti questi artisti citati, ispirati dalla primavera, questa stagione potrebbe sicuramente essere la decima musa.

L’antonomo di Primavera? Giocando con le parole fuori esce “dopo e falso”. Noi siamo i fiori della nostra vita in eterna fioritura anche quando ovviamente e cronologicamente diventiamo più anziani e di anno in anno che avanza, tutto quello che viene “dopo” di noi è falso. Come i “chiacchiericci” sul nostro conto “dopo” che congediamo un determinato luogo, in un determinato contesto di eventuali critiche, le quali, queste ultime non sono costruttive, non sono né chiacchiericci, né strascichi. Quelli sono i nostri petali perché noi siamo la primavera di noi stessi. Dobbiamo solo scegliere dove quando e con chi sbocciare, senza paura di camminare sia con la nostra luce bianca, che nera come dicono gli Extraliscio e Davide Toffolo. Dobbiamo solo scegliere. Buona Primavera a tutti!

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