Achille Lauro e il gioco delle tre carte

Achille Lauro e il gioco delle tre carte

di Antonella Martino

Achille Lauro, quattro partecipazioni al Festival di Sanremo, circa 26 dischi di platino, ha scritto due libri: Sono io Amleto e 16 marzo, data che, oltre ad essere titolo del libro, è anche il titolo di una sua canzone. Nell’estate 2021 ha fatto parte del trio più virale dell’estate collaborando al brano Mille con Fedez e Orietta Berti.

Achille Lauro, anzi Lauro all’anagrafe, forse già nel suo nome era segnato un destino così roseo, infatti le foglie di lauro sono adoperate come simbolo di coroncine nelle feste di laurea. Sicuramente Lauro conosce la sensazione di sentirsi incoronato, in quanto tra i personaggi più presenti e alla moda, non “per il momento” ma dalla sua prima apparizione all’Ariston con Rolls Royce nel 2019. In quell’occasione ha saputo lasciare il segno eppure se si pensa a Lauro non lo si può definire un cantante.

Avete presente il gioco delle tre carte? Quando chi conduce il gioco è il nostro amico più burlone che nasconde l’asso? L’asso di Achille Lauro potrebbe essere il microfono perché non sempre lo si può associare ai vocalizzi, alle note. Ma pensando a Lauro tante volte si pensa al marchio Gucci che tanto sponsorizza, al suo presenzialismo nei social, ai suoi tatuaggi in viso e l’asso ovvero “il microfono” non sempre riesce a comparire.

Ha diviso il pubblico tra chi lo ama e a chi non piace ma bisogna riconoscergli che ha un team che gli ruota attorno molto tenace, nonché, probabilmente, anche un tipo di carattere che riesce a piacere a coloro che sono nelle alte gerarchie della discografia, moda e spettacolo che sembra incoraggino particolarmente la sua sponsorizzazione.

Sicuramente è un artista che riesce a far parlare di sé e che varia più generi musicali. Tuttavia un invito a tutela dell’amor proprio perché il videoclip Latte+ se visto in una maniera da “idealizzazione” potrebbe essere nocivo perché si sponsorizza una ricchezza ostentata fatta di Ferrari, Rolex e lussi che in questi ultimi tempi, anche per persone colte e ricche di valori, potrebbe essere il prototipo di una vita che non ci si può permettere ma bisogna ricordarsi che nessun essere umano è inferiore ad un altro.

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